Viaggio nel Cilento

Diario di bordo a cura del Prof. R. Volpe

 

1° giorno – lunedì 15 aprile: Bari – Certosa di Padula

Il viaggio da Bari non è stato tranquillo, vista la pioggia torrenziale che a un certo punto si è scatenata sopra di noi al momento della partenza, all’incirca verso le 07.00 della mattina di lunedì 15 aprile. L’appuntamento era davanti alla sede del Gorjux e gli studenti coinvolti nell’uscita didattica sonno stati quasi tutti puntuali. Siamo riusciti comunque a partire intorno ale 07.15. I docenti accompagnatori erano i seguenti: Dario Fazio, Patrizia Melone, Anna Sassanelli,  e lo scrivente, Raffaello Volpe. I gruppi classe i seguenti: 2 AT, 3 AT, 4 AT del settore Tecnico-Grafico e la 5 CT, del settore Tecnico Turistico.

La via intrapresa è stata quella per Matera e successivamente la Basentana. Dopo Potenza abbiamo svoltato nella direzione di Padula. Dopo due brevi soste, una dopo aver superato Matera, verso le 08.30, e l’altra dopo Potenza, verso le 11.00, siamo giunti alla Certosa di Padula.

Nel 1998 la Certosa è stata dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, nel 2002 inserita dalla Regione Campania nel novero dei Grandi Attrattori Culturali. La nascita di Padula risale al IX-X secolo quando, cessate le incursioni saracene, la popolazione che si era rifugiata nelle alture, preferì insediarsi sulla collina, in prossimità della via consolare, dove ancora sorge il centro abitato. Sebbene fosse stato dichiarato monumento nazionale fin dal 1882, la Certosa è stata presa in consegna dalla Soprintendenza per i Beni architettonici di Salerno a partire dal 1981 e solo dal 1982 sono cominciati i lavori di restauro di un complesso architettonico tra i più significativi del ’700 nell’Italia meridionale. Senza guida accompagnatrice, siamo andati alla scoperta degli spazi cominciando dalla chiesa di San Lorenzo e dall’antico chiostro, sino agli ambienti del refettorio. Uno scalone ellittico a doppia rampa, con otto grandi finestroni, unisce i due livelli del Chiostro grande: firmato da Gaetano Barba, allievo del Vanvitelli, dà accesso alla passeggiata coperta, nei cui quattro bracci sono esposte le opere d’arte restaurate nei laboratori della Certosa, provenienti principalmente dai paesi terremotati del Salernitano e dell’Irpinia. L’aspetto attuale del Parco nella corte interna, attraversata da un sistema di viali ortogonali, per la deambulazione dei monaci nella preghiera, non corrisponde che in minima parte alla sistemazione settecentesca. Pochissime piante adornano i cortili interni, i quali invece dovevano essere meravigliosi, a iniziare dai roseti. Dopo un pranzo al sacco o, per alcuni, in alcune trattorie lì vicine, ci dirigiamo verso le verso l’Hotel La Marchesina. All’Hotel Costa D’Oro veniamo accolti con gentilezza e pazienza. Dal tardo pomeriggio fino a sera siamo rimasti in Hotel. Siamo tutti ammaliati dall’aria salubre e dalla bellezza del paesaggio, ma anche stanchi. Per oggi ci tratteniamo in Hotel. Dopo la sistemazione nelle camere, ecco la buona cena, la chiacchierata tra i tavoli e i buoni propositi per il riposo notturno! Purtroppo, in serata giunge la notizia che Notre Dame de Paris è in fiamme. Questa notizia colpisce tutti. A noi docenti atterrisce.

2° giorno – martedì 16 aprile: Teggiano

La mattina soleggiata e odorosa di primavera accompagna la nostra visita a Teggiano. Non trascorriamo l’intera giornata. Il paese governa la vista sull’intera vallata dall’alto di una collina. Paese ridotto di anime e abitanti, ma è la sua storia è interessante, pur avendo solo un Museo dedicato alle tradizioni locli e una cattedrale e alcune chiesette antiche, di cui la maggior parte chiuse. Un castello domina la vallata dal lato esposto a nord ma non è visitabile, essendo stato affidato dalla sopraintendenza a privati da gestire per matrimoni e eventi. Un vero peccato. Pranziamo, subito dopo, verso le 15.00, torniamo in Hotel. La sera si cena e dopo a letto.

3° giorno – mercoledì 15 aprile: Grotte di Pertosa e rientro a Bari

Dopo abbondante colazione e aver preparato la valigia, si sale tutti quanti sul pullman per ripartire alle ore 10.00. I gestori dell’Hotel, prima della partenza, ci fanno i complimenti per come i ragazzi si sono comportati in questi tre giorni. Oggi è giornata di rientro a bari, dopo la visita prevista alle -Auletta. Giunti verso le 11.00 alle Grotte, all’ingresso delle stesse siamo accolti dagli speleologi che gestiscono da privati Le Grotte dell’Angelo a Pertosa, che si trovano nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, vero fiore all’occhiello della speleologia in provincia di Salerno. Sono le più importanti dell’Italia del sud. La visita si effettua, da un certo punto in poi, a bordo di una zattera, che dall’ingresso conduce a caverne dai nomi pittoreschi, come il Braccio delle Meraviglie, con le cascate di stalattiti che si intrecciano alle colonne di stalagmiti, o la Sala del Trono, a volta e con una formazione calcarea che ricorda un trono reale. Le Grotte dell’Angelo, incuneate per circa 2500 metri sotto i Monti Alburni del Cilento, creano uno scenario speleologico unico al mondo: gallerie, immense caverne, “sale” naturali, scenari mozzafiato caratterizzati dalle imponenti conformazioni delle stalattiti e stalagmiti. L’esplorazione è stata incantevole e avventurosa per tutti e possiamo davvero dire di aver vissuto un’esperienza unica. Dopo aver pranzato, chi al sacco chi in una trattoria in prossimità delle Grotte, nel primo pomeriggio riprendiamo la strada di casa per Bari.

Siamo tutti stanchi ma soddisfatti. Poco prima di Matera ci fermiamo nuovamente per un ultimo caffè. Un po’ di tristezza è disegnata sui volti dei ragazzi, anche dovuta alle ore piccole della notte precedente!  Eccoci, alle 18.30 circa siamo dinanzi alla scuola. Il viaggio è finito e siamo tutti soddisfatti!