CARISSIMI ALLIEVI, GENITORI, PERSONALE

Auguro a tutti Voi ed alle vostre famiglie serene festività pasquali.

Avverto l’esigenza, in una situazione difficile per la recrudescenza della guerra che si svolge non distante da noi e da oltre 40 giorni in Ucraina, e di tutte le guerre attualmente in corso (Burkina Faso  Egitto, Libia, Mali, Mozambico, Nigeria, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Somalia, Sudan, Afghanistan, Birmania-Myanmar, Filippine, Pakistan, Thailandia, Cecenia, Daghestan, Artsakh ex Nagorno-Karabakh, Iraq, Israele, Siria, Yemen, Colombia, Messico..), durante l’assemblea di Istituto dai nostri ragazzi richiesta e voluta per realizzare attività di formazione ed approfondimenti su tale tematica, di fornire il mio “piccolo” contributo con brevi riflessioni che sottopongo alla Vs. attenzione.

La guerra affonda le proprie radici su interessi economici, territoriali, che impongono logiche di potere e di concentrazione dello stesso in uno stato, in un individuo.

Non a caso parlo di individuo e non di persona, di comunità e non di apparato. La persona, la comunità sono altra cosa. La barbarie della guerra  riduce la comunità ad apparato, la persona ad individuo.  Solo i valori dell’inviolabilità della persona che, al contrario, esaltano una comunità, la fondano sul rispetto e sull’Amore per la pacifica convivenza.

E’ il  rispetto per la persona che fa la differenza, perché fonda la comunità sui valori dell’integrazione, dell’accoglienza, della ricchezza  delle diversità, eliminando le distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione,  di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali,  in quanto basa la pacifica convivenza sul riconoscimento del vissuto di ciascuno, della ricchezza delle “storie” personali.

Preoccupiamoci della persona, avversiamo tutto ciò che la umilia, che la asserva ad ideologie, nazionalismi, sovrastrutture.

Non servono le “guerre”, le “ bombe”, per costringere al rispetto del diritto delle persone. Ogni guerra aggiunge dolore a dolore, rabbia a rabbia, lacrime a lacrime, perché a  subirne la violenza più acerrima sono i più fragili, i più indifesi.

Non a caso le guerre vinte si studiano, ma non si amano. Impresse nella memoria restano le guerre vinte con la non violenza, quelle combattute con le armi del dialogo e della pace, quelle dei Gesù, dai Martin Luther King, dei Gandhi, dei San Francesco, dei don Tonino Bello

Non è stata la guerra a sconfiggere le violazioni razziali, i soprusi e la violenza sulle donne (che ancora permangono in molti Stati) e su tutte le “ fragilità” di cui è costellata l’Umanità.

Una sola guerra mi vedrebbe d’accordo e con convinta adesione la combatterei fino in fondo: quella pacifica contro i nazionalismi, i fanatismi, gli integralismi, tutti gli ..smi che affondano l’Umanità.

Una guerra combattuta per un mondo che AMI la Pace, che non abbia torpori, incertezze, paure, quando  si ledono con la forza i sentimenti, i sogni, le aspettative di giustizia.

Una GUERRA PER LA PACE, CHE ACCOMUNI I POPOLI, LE CULTURE, che  sbandieri i valori della PERSONA, combattuta con il vessillo dell’AMORE e dell’odio verso tutto ciò che offende la convivenza pacifica tra i POPOLI.

BUONA PASQUA A TUTTI

Donato Ferrara